LA PARABOLA

A low angle shot of a radio telescope near Westerbork in The Netherlands

Un tempo, c’erano le parabole.

Per carità, ci sono anche oggi, e probabilmente fanno anche più proseliti, specialmente durante i mondiali, ma un tempo, complice la mancanza di informazioni, e la poca istruzione delle persone, erano un mezzo  che voleva solo indurre a riflettere meglio, comparando.

Una parabola era questa:

C’era una volta un nonno, diciamo un po’ arzillo, che aveva un nipote, Matteo, di cui dopo la morte dei genitori non voleva occuparsi nessuno.

Sicché lui, povero vecchiardo, burbero e casinista, ma in fondo buono, se lo prese, lo portò in casa sua, lo vestì con quel che poteva permettersi, dandogli da mangiare quello che aveva, andando dal Preside e dai professori quando qualcosa non tornava… in sintesi,  pian piano, facendolo crescere, ed occupandosene come un figlio.

Certo, talvolta comprava al mercato dell’usato, talvolta comprava in stock,  e talvolta comprava anche a credito… talvolta per risparmiare arrivava a inviarlo dai parenti sperando gli dessero qualche regalo, o arrivava a comprare in saldo, nelle offerte dove scontano l’IVA.

Talvolta confondeva, comprando panettone a Pasqua e Colomba a Natale:  in sintesi, conducendo una vita non perfetta, ma felice, con tutti i pochi pregi, e con tutti i tanti difetti, che ogni famiglia affronta giorno dopo giorno.

Ahimè, purtroppo, “un bel dì” ci si rese conto che quel nipote aveva una voce meravigliosa.

Tratto dal musical I MISERABILI: “Sedie vuote in tavoli vuoti…

Un voce che poteva spaziare dal basso al soprano, passando per tutte le estensioni di baritono, tenore, contralto… una voce che poteva modulare persino le note della Regina della notte di Mozart… e con la scoperta della voce meravigliosa, unica al Mondo, e col successo, iniziarono i problemi.

Perché la nipote Teodolinda, ed il cugino Nosferat, come in tutte le trame nere che si rispettino, intravidero un modo per sfruttare ai propri fini la situazione.

Teodolinda, funzionaria di II° piano del Teatro degli Augelli, perché col nipotastro ben avrebbe potuto assurgere al ruolo di Sovraintendente. E Nosferat perché, quale agente del pollastro, ben avrebbe potuto guadagnare importi più che cospicui…

A onor del vero non furono i soli, né i peggiori… anche altri, ingolositi dalla fama di Matteo, si unirono al banchetto, tutti pronti a piantar su di lui la propria bandiera.

E si sa: una bandiera si dovrebbe solo sventolare, e gioiosamente. Perché se altre passioni ci muovono, e la si vuol invece solo piantare, l’asta spesso fa solo male…

Sia come sia, dopo anni e anni, la congrega così unita fece causa per ottenere in giudizio l’affidamento del minore, avendone ben chiare in testa le potenzialità.

In ogni teoria dell’etica, il Mondo è perfetto, ma nella realtà delle cose, molta perfezione è solo teorica… e approfittando di qualche cortese passaggio in auto fu facile convincere il collegio giudicante che fosse tutto da cambiare: la contabilità del nonno un disastro, l’età era poi quella, lo sfruttamento vocale era parziale, ed il teatro neppure a norma… tutto in sintesi era a suo detrimento, e la sentenza non poteva che essere una. Inequivocabile.

Pochi si resero conto del dramma del nonno, che si vedeva sottrarre quel che per lui era un figlio.

Se ne resero però conto, stranamente, persone che col nonno non erano andate a cena neppure una volta, ma a cui l’enormità ed il disgusto per il gesto non erano sfuggite.

Persone cui veniva detto che era da querela urlare la verità,  mentre gli altri potevano spargere liberamente, ma sottovoce, minacce e menzogne.

Vigliaccamente poi, i vecchi parenti, invidiosi comunque del nonno, cercarono di impedirgli di accudire ogni suo altro nipote. E se lui faceva una carezza, lo fotografavano per accusarlo di pedofilia.  Dimostrando così la loro completa stupidità, in primo luogo perché l’amore non ha confini, e poi perché (non essendo giustappunto dotati di lungimiranza), neppure potevano capire che ne avrebbero avuto solo dei vantaggi…

“Indebiti, ingiusti, inqualificabili e spregevoli…” ma pur sempre vantaggi…

La parabola comunque, unica eccezione fra le tante, finì male.

Ma fu una vittoria di Pirro, perché Matteo, dopo pochi anni, perse la voce.

Neppure Matteo comprese il perché…

Evidentemente in lui non aveva mai cantato la voce, ma il cuore, e si sa: “il cuore ha sempre ragione anche quando la ragione non ha cuore…”

Per cui i nuovi commensali, incassati anticipatamente per cassa i diritti che le  royalties avrebbero dato nel tempo, abbandonarono dopo pochi anni Matteo a se stesso…  morendo lui quindi di stenti, anno dopo anno, previa ultima vendita di casa sua proprio ad un supermercato.

Non c’è da stupirsene.

Il Mondo è pieno di personaggi mediocri, che confondono l’aria della Regina della notte con l’area delle regine delle notti (quella riscaldata con bidoni e falò).

E non dobbiamo neppure farcene una colpa, perché è normale che ognuno frequenti ed abbia piacere di frequentare i suoi pari.

Stupidi con stupidi, mediocri con mediocri, intelligenti con intelligenti…

Stranamente però, a volte, ci è permesso scegliere… quantomeno, nelle parabole…

Se capitasse anche a voi, il mio consiglio è questo: scegliete sempre di stare con gli intelligenti.

Perché???

Perché loro, per trenta denari, non vi pugnaleranno MAI alle spalle…

Loro sanno infatti quanto costa l’acqua, e a quanto si può vendere il vino…

Se l’acqua poi, qualcuno, la tramuta gratis…

P.S. Mi sembrava troppo bello per essere vero. Credevo di aver inventato di sana pianta una storia, ed invece esisteva già: il nostro Alberto Sordi l’aveva già immortalata nel Film “Bravissimo” del 1955… probabilmente io, essendo circa dell’epoca, devo averla intravista. Bah, ormai l’ho scritta, forse potevo cestinarla ma… certamente, un film che si è depositato così vividamente nel mio subconscio, qualche merito deve averlo… e non essendo il plagio una mia caratteristica, mi è sembrato corretto riconoscergliene tutto il merito…

La morale di tutto questo nel bridge?

Semplice, se non siete la monaca di Monza.

Bisogna fare attenzione ai vantaggi ed agli svantaggi di quello che si desidera dichiarare, perché la si potrebbe anche evincere, l’asta…