“Gallia est omnis divisa in partes tres” sarebbe l’incipit del “De Bello Gallico”, opera scritta direttamente da Giulio Cesare, volendo scrivere un resoconto delle proprie operazioni in Gallia. Non gli mancavano certamente nè scribacchini nè storici, ma lui sapeva perfettamente che, se non lo avesse fatto direttamente, nessun biografo avrebbe potuto trasmettere con fedeltà l’esatto concatenarsi degli eventi e delle relative motivazioni, dando cosi la stura a incomprensioni e cattive interpretazioni, sempre presenti quando manca una fonte certa e diretta. Avendo lui scritto quindi il “De bello gallico“, io, da eterno secondo, ho dovuto, per il titolo, rivedere il mio…

E da dove inizio moh? Giustappunto, dalla malinfornazione… Si, si, sarebbe malinformazione, ma non vi nascondo che talvolta molta gente mi verrebbe spontaneo buttarcela, nei forni. Scherzo…
Cosa volete che vi dica… colpa del bridge, che mi ha purtroppo dato una mente critica, che non mi permette a scatola chiusa di accettare falsità spacciate per verità. Non solo: purtroppo me le rende anche evidenti.
Internet purtroppo facilita questo percorso di perenni bugie… ma già vi avevo esposto il punto di vista in “Voilà…”… https://www.bridgebarberis.it/voila-ediz-14-4/
“Provate Voi in un Social a dire qualcosa di intelligente… verrete subito considerati come dei parìa… voi dite che 2+2 fa 4, ma nei Social fanno tutto un altro calcolo, e se la risposta 7 genera più like, ecco allora che 7 diventa la risposta corretta.“.
Ma quali sono le imprecisioni di cui vorrei parlarvi? Oggi sono solo stupidaggini… niente di che, ed al momento solo dettagli… teoricamente sono solo semplici ed apparenti verità storiche che, tradotte e translate, vi sono certamente arrivate davanti, voi probabilmente sempre considerandole giuste e corrette… come me.
Finché, in me quantomeno, il bridgista non ha preso il sopravvento… vedendo finalmente sia il bianco che il nero…

Escher: regular distribution of plane with birds.
Parleremo ora di canzoni… non perché siano importanti, ma per abituare la mente a riflettere…
Lo sapevate? “Bella ciao”, tanto per intenderci, era nata come canzone delle mondine, ed a spanne qualche decennio prima della seconda guerra mondiale.
Non me ne vogliate per questo riscontro, e non odiatemi perché espongo un fatto: imparate ad analizzare sempre in modo distaccato.
Nel caso di cui sopra, poi e soltanto poi, ne è stata fatta la versione partigiana. E non c’è nulla di male, nè di riprovevole, e basterebbe solo ammetterne l’origine storica, che senza ritornelli e senza ripetizioni diceva solo:
Alla mattina appena alzata
In risaia mi tocca andar
E fra gli insetti e le zanzare
Duro lavoro mi tocca far
Il capo in piedi col suo bastone
E noi curve a lavorar
O mamma mia, o che tormento
t’invoco ogni doman
Ed ogni ora, che qui passiamo
Noi perdiam la gioventù
Ma verrà un giorno che tutte quante
Lavoreremo in libertà
Non è finita. Analogamente, ma al contrario, ci sarebbe poi la storia di “Faccetta Nera” (recentemente FALSAMENTE attribuita ad alpini in un loro recente raduno, mentre i video mostrano chiaramente che altoparlanti e stereo ne sono l’origine: ma state tranquilli, perchè nessuno agli alpini chiederà mai scusa. I vigliacchi sono e restano vigliacchi.). Doppia falsità in doppia ignoranza, perchè proprio questa canzone era aborrita e odiata dal fascismo. Lo sapevate? Tentarono anche di censurarla. Non ci riuscirono. Lo sapevate? Però nacque in epoca fascista, ebbe un successo strepitoso nonostante il fascismo, per cui molti superficialmente la collegarono a quel regime. E successe il patatrak. Pochi infatti ne conoscono il testo, perché appena sentono il titolo, fuggono senza minimamente approfondire. Intendiamoci: non è la perfezione della morale, e chi ci legge un forte maschilismo ha la vista buona. Ma stiamo parlando di popolazioni dove la donna è tuttora vista quasi come un “animale”, mentre nella canzone viene vista come un “essere umano inferiore” da liberare. Ora, io sono il primo a dire che non è giusto, ma se qualche donna non fosse d’accordo, attività lecita QUI, ritengo dovrebbe dare un bello sguardo all’Iran, magari soggiornandoci per qualche tempo…
La canzone, a ben leggere infatti, inneggia all’unione tra “razze” (e questo non era concepibile nell’Italia dell’epoca, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani). Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone, che lo stesso regime detestava.
Giusto pochi stralci…
Testo
Se tu dall’altipiano guardi il mare,
Moretta che sei schiava fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno tante navi
E un tricolore sventolar per te.
…..
La legge nostra è schiavitù d’amore,
il nostro motto è libertà e dovere,
…..
Faccetta nera, piccola abissina,
ti porteremo a Roma, liberata.
Dal sole nostro tu sarai baciata,
…..
Faccetta nera, sarai Romana
La tua bandiera sarà sol quella italiana!
….
Perché tutto questo discorso, molto pericoloso se mal interpretato? Oltretutto sapendo perfettamente quanto sia difficile far accettare il concetto base: la canzone assomiglia più a un manifesto per l’integrazione fra popoli e culture (libertà, dovere, amore, uguaglianza…), e, pur con limiti (schiavitù al femminile), non suonerebbe poi molto male come inno delle navi ONG…
Perché se il bridge non vi aiuta a sviluppare una coscienza critica, allora, credetemi, non vi serve a nulla… Imparate invece a scambiarvi pensieri ed opinioni, senza per questo odiarvi.
In difetto, potrete essere dei campioni, e potrete avere una Ferrari… ma se non saprete usarla, cosa ci farete?
Un pollaio per galline?
Beh, forse è un po’ stirata… ma avete notato, adesso, come quadra col titolo?


